22/05/2011

Erlebnisse aus der Schul- bzw. Universitätsszene

La settimana scorsa è stata piena di scene in un certo senso irreali e non posso fare a meno di riportarle nel mio blog. Non solo per segnalare una situazione di sbando dei nostri ragazzi (che molti di voi conoscono già), ma anche per rifletterci ed elaborare quest'esperienza, nella speranza di trovare una soluzione per migliorare la mia attività da insegnante.

Scena 1: ora di conversazione (scuola pubblica)

In una classe sta diminuendo la partecipazione attiva dei ragazzi alla conversazione. Allora, l'insegnante cosa fa? Tenta approcci diversi, recupera materiale di possibile interesse per i giovani etc. NIENTE!

E allora si chiede del perché della scarsa partecipazione. Risposta: "Professorè, ma se non sappiamo i vocaboli, come facciamo a parlare?" Bene, per l'insegnante un punto di partenza. Allora si propone di fare una lista di argomenti di cui piacerebbe parlare, si fa una votazione, si crea una specie di glossario relativo all'argomento scelto facendo notare che con queste parole alla mano si cercherà di conversare nella prossima ora.

All'ora successiva si fa una breve verifica orale chiedendo: "come si dice.....in tedesco?" Risultato: indignazione da parte dei ragazzi che - chiaramente - non avevano toccato gli appunti con le parole della lezione precedente. Risposte: "Eh... ma noi non sapevamo che dovevamo studiarli..../ Eh professorè, abbiamo così tanto da studiare che non abbiamo avuto il tempo di rivedere i vocaboli..." ecc. ecc.

Spunto di riflessione/conclusione: ma cosa si aspettano i ragazzi di oggi - che il sapere salti nella loro mente senza alcuno sforzo? Hanno bisogno di istruzioni dettagliate sul da farsi della serie "adesso facciamo una raccolta di vocaboli; questi vocaboli li dovete ripassare e imparare; con le parole imparate faremo una conversazione la prossima volta"....?

 

Scena 2: esame di inglese base (ente privato)

Primo quesito (scritto): "coniuga il verbo avere nella forma affermativa, negativa, interrogativa e riporta le risposte brevi"; risposta: "I have - you are - he is/she is/it has - we have - you are - they are"

Secondo quesito (scritto): "illustra il present simple nella forma affermativa, negativa, interrogativa e riporta le risposte brevi. Spiega quando si usa questo tempo"; risposta: "la forma affermativa si usa per fare un'affermazione, la forma negativa si usa per fare una negazione, la forma interrogativa si usa per fare una domanda".

Non sto a descrivere altre scene simili, se non peggiori.

Parlando con dei colleghi ti senti dire: "Questa è la realtà ormai. Io conosco degli insegnanti nella scuola pubblica che sono scoraggiati, demotivati. Poi si arriva alla maturità a queste condizioni, con voti "diplomatici". E i ragazzi sono convinti che conoscono la materia".

Spunto di riflessione/conclusione: ma la situazione alla scuola pubblica è così grave? Veramente è tutta colpa degli insegnanti che lavorano solo per lo stipendio? Stento a crederci. Secondo me, si dovrebbe fare l'insegnante per vocazione. E anche se ci sono delle difficoltà, si dovrebbe cercare di fare la propria professione al meglio e... insegnare. Soprattutto se si è di ruolo e si lavora con la tranquillità di sapere che il prossimo anno continuerà, all'opposto di chi non sa come continuerà il prossimo anno dopo la scadenza del contratto al 30 Giugno (come me, ad esempio).

Certo, un altro aspetto negativo che esula dall'impegno dei singoli insegnanti è l'instabilità nell'assegnazione delle cattedre. Può capitare che una classe cambi ogni anno l'insegnante di una materia. E' chiaro che così si rende difficile l'apprendimento dei ragazzi e l'insegnamento degli insegnanti, anche se tutti ci mettono il massimo impegno. Perché in Italia non è possibile dare la precedenza alla continuità didattica?

12:06 Scritto da: rosacan | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook